Una grafica non migliora aggiungendo roba fino a riempire ogni buco. Di solito migliora quando capisci cosa deve essere visto per primo e trovi il coraggio di togliere il resto.

La grafica non è decorare un contenuto. È organizzarlo per farlo capire, ricordare e magari desiderare. Il programma viene dopo. Puoi fare un’ottima composizione con foglietti di carta e una pessima con il software più costoso del pianeta.

Prima di aprire il programma

  • Che cosa deve capire una persona in tre secondi?
  • Che cosa può leggere dopo?
  • Quale azione vuoi che faccia?
  • Dove verrà visto: telefono, stampa, insegna, slide?

Scrivi queste risposte. Se non sai qual è il messaggio, nessun font ti salverà. E sì, anche Comic Sans è innocente finché qualcuno non la mette su un preventivo funebre.

La gerarchia: dai un ordine agli occhi

Dimensione, peso, colore, posizione e spazio creano gerarchia. Scegli un elemento dominante, uno di supporto e informazioni secondarie. Prova a socchiudere gli occhi: se tutto diventa una macchia uniforme, manca contrasto. Se vedi sette punti che urlano, manca una decisione.

Due caratteri bastano quasi sempre

Per iniziare usa una famiglia per titoli e una per testo, oppure una sola famiglia con pesi diversi. Cura interlinea, lunghezza delle righe e spaziatura. Il carattere non deve soltanto essere bello quando scrivi “Aa”; deve reggere un paragrafo vero, numeri, accenti e dimensioni piccole.

La tipografia fatta bene spesso non si nota. Si legge. Ed è un complimento enorme.

Il colore non è una tombola

Scegli un colore principale, uno d’accento e una base neutra. Controlla sempre il contrasto, soprattutto per il testo. Un grigino elegante su fondo beige può sembrare meraviglioso sul tuo monitor e sparire completamente sul telefono al sole.

Non usare il colore soltanto perché “manca qualcosa”. Prima prova con spazio, dimensione e allineamento. Molte composizioni migliorano quando togli l’ultimo colore aggiunto alle due di notte.

Griglie e spazio bianco

Una griglia non serve a rendere tutto rigido: serve a creare relazioni. Allinea bordi, testi e immagini; usa margini coerenti; lascia respirare i gruppi. Lo spazio vuoto non è uno spazio “da riempire”: è quello che separa, raggruppa e rende leggibile.

Esercizio: una locandina, tre versioni

  1. Versione solo bianco e nero: risolvi la gerarchia.
  2. Versione con un solo colore d’accento: guida l’occhio.
  3. Versione finale con immagine: falla lavorare, non usarla come carta da parati.

Stampale piccole o guardale sul telefono. Chiedi a una persona cosa ha letto per primo, senza spiegarle niente. Se la risposta non è quella prevista, non difendere il progetto: correggilo. La grafica è comunicazione, non telepatia.

La checklist prima di esportare

  • Il messaggio principale si vede subito?
  • Ci sono più di due famiglie tipografiche senza un motivo?
  • I margini sono davvero coerenti?
  • Il testo è leggibile alla dimensione reale?
  • Hai esportato nel formato e nel profilo colore giusti?

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Nel prossimo capitolo lavoriamo su griglie e gerarchia con esempi veri. Niente formule sacre: vediamo come far stare insieme titolo, immagini e informazioni senza creare un mercatino. Alla prossima.

JA!Design


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